Google Plus: sbagliando si impara

FEB 19Lettura 2 min

Ormai è ufficiale, la data ultima di chiusura del controverso (tanto da essere stato definito dal New York Times come “la città fantasma”) Social Network Google Plus è slittata da Agosto 2019 ad Aprile 2019.

Complice l’ultimo scandalo sulla privacy che, in un’epoca di GDPR, ha velocizzato ed accorciato le tempistiche. Già perché è stato rilevato un bug nella sicurezza che avrebbe esposto più di 500mila utenti, numeri e cifre che Big G non è più disposto ad investire.

Possiamo, quindi, fare qualche riflessione a riguardo, e possiamo sicuramente dire che quando sei carne, non puoi essere anche pesce. Giorgio Taverniti, guru Made in Italy, tratta molto bene il tema e racconta come la decadenza di questo portale fosse già iniziata dal suo giorno 1.

Sì, perché Google ci ha provato – e non vi è ragione per cui non avrebbe dovuto farlo – a candidarsi come alternativa a Facebook e compagni, ma farsi amare e spostare la massa è ben difficile.

01

Gli errori di Google

I principali e determinanti errori commessi da Google sono due:

  • Il non aver proposto un Social con caratteristiche nuove ed inediteIl mix and match di Social già esistenti si è rivelato controproducente per Google. L’aver preso il meglio da canali diversi, non per forza significa ricavarne i migliori risultati. E’ risaputo, infatti, che le persone scelgono piattaforme differenti per poter trarre esperienze differenti fra loro.
  • Il grande boomerang dell’averne automatizzato l’iscrizioneAvere automatizzato la creazione di account Google+ attraverso l’accesso ad altri servizi di Google si è rivelata un’arma a doppio taglio. Vero è che le iscrizioni sono impennate vertiginosamente in tempi brevi, ma l’engagement creato è piuttosto basso. È stato infatti rilevato che il 90% delle sessioni dei suoi utenti durano meno di 5 secondi.

02

La lezione di Google Plus

Ricordiamoci che stiamo parlando di un certo signor Google e che nulla va sprecato, fallimenti inclusi.

Ogni esperienza, positiva o negativa che sia, insegna qualcosa e non è detto che questo (ennesimo) fallimento Social non serva da trampolino di lancio per nuove sfide. Non ci resta che attendere…


GRAZIE PER AVERE LETTO FINO A QUI!

Next

ItemsDiscoverRolling Creative

(Rolling Creative)

Riflessioni (creative) su marketing digitale, design e tutto il mondo della comunicazione

Lo spazio in cui facciamo riflessioni, apriamo parentesi (creative) e parliamo di quello che ci appassiona. Dal design al marketing digitale, passando per la stampa e tutto il mondo della comunicazione.

Esplora il nostro mondo

(Minimals)

Agenzia creativa a forte impatto (creativo)

Siamo un'agenzia creativa con una struttura completa: comunicazione digitale, design, stampa e un reparto produttivo interno che segue ogni progetto dalla strategia alla realizzazione. Un team unico, con competenze integrate.

Piacere di conoscerci

Creative impact